CONFARTIGIANATO IMPRESE AREZZO: SEGNALI INCORAGGIANTI DALLA FIERA DI VICENZA

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Chiude i battenti VicenzaOro January. La fiera ha visto la presenza di 1.500 produttori ospitati in 59mila metri quadri di stand espositivi. Visitata da 36mila operatori commerciali provenienti da 130 paesi del mondo, VicenzaOro January si conferma come uno dei principali appuntamenti a livello globale per il mercato internazionale del gioiello.

Ecco dunque le prime impressioni raccolte dagli espositori di Confartigianato Imprese Arezzo sull’andamento della fiera e sul mercato internazionale dell’oreficeria. Ne parliamo con il coordinatore provinciale della Federazione Orafi, Paolo Frusone.

“Fatte le dovute premesse relativamente a valutazioni che sono necessariamente diverse a seconda dell’azienda presa in considerazione, gli espositori aretini hanno dato un giudizio positivo sulla fiera”.

La crescita delle quotazioni del metallo prezioso osservata nell’ultimo mese rispetto al trimestre precedente non sembra aver influito negativamente sugli ordinativi degli operatori commerciali. Da metà Dicembre il prezzo dell’oro si è infatti mantenuto stabilmente sopra i 35 euro al grammo ed i timori che le alte quotazioni potessero condizionare al ribasso le scelte di acquisto degli operatori era piuttosto diffusa.

Se per le aziende più grandi a mancare sono ancora i volumi degli ordinativi che possano garantire una regolare programmazione della produzione, in linea con la capacità produttiva degli impianti, per quelle più piccole le commesse contrattate in questi ultimi giorni possono rappresentare un’importante boccata di ossigeno”.

Naturalmente è presto per cantare vittoria e bisognerà aspettare le prossime settimane per verificare l’effettiva conferma degli ordinativi fatti dai buyer durante la manifestazione fieristica.

Con questa doverosa premessa possiamo provare tuttavia a individuare le principali direttrici del mercato internazionale emerse in occasione di quest’ultima fiera.

“Per quanto riguarda gli acquisti di oreficeria sembrano giungere notizie confortanti dai mercati dei paesi del bacino medio-orientale, con gli operatori commerciali degli Emirati Arabi e della Turchia, ma anche dell’Arabia Saudita e della Giordania che tornano a visitare gli stand del gioiello made in Italy. Buone notizie dunque soprattutto in considerazione del trend negativo osservato per questi mercati negli ultimi anni. Secondo i dati del World Gold Council in particolare il consumo di gioielleria nei primi 9 mesi del 2018 rispetto allo stesso periodo del 2017 ha fatto registrare contrazioni significative negli Emirati Arabi (-21,6%) ed in Turchia (-8,7%)”.

Segnali molto incoraggianti giungono da Vicenza anche in relazione agli ordinativi degli operatori statunitensi. La congiuntura economica favorevole registrata negli USA unitamente al rafforzamento del dollaro rispetto all’euro spinge i grossisti d’oltreoceano a rifornire i loro magazzini. Quanto riferito dagli espositori risulta peraltro coerente con il dato statistico relativo ai primi 9 mesi del 2018. Il consumo di gioielleria sul mercato a stelle e strisce è cresciuto del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2017.

Un ravvivato interesse soprattutto per l’argento e la mini-gioielleria si osserva anche in relazione ai contatti con gli operatori provenienti dai Paesi europei. Anche in questo caso appare confermato il dato statistico del consumo di gioielleria registrato nei primi 9 mesi del 2018: Germania (+2,3%), Spagna (+4,6%), Gran Bretagna (+1,3%).

Buono anche l’interesse manifestato in fiera per il prodotto aretino dai buyers di Hong Kong e Russia sospinti da una congiuntura di acquisto favorevole osservata in quel mercato nei primi 9 mesi del 2018 rispetto allo stesso periodo del 2017: Hong Kong (+23%), Russia (+7,7%).

Segnali positivi arrivano infine dal mercato interno. Qui gli ordinativi provengono essenzialmente dai brand del lusso che curano i rapporti con gli operatori del dettaglio negli stand dei  principali padiglioni di VicenzaOro.