Villa Aiola Val di Chio

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Con un’iniziativa diremmo a carattere internazionale, l’Associazione Culturale “Spazio Aperto” di Castiglion Fiorentino, presieduta da Rossano Gallorini, si appresta ormai a tenere a battesimo il terzo anno di un’attività che l’ha fatta conoscere ed apprezzare dai castiglionesi e non solo : Sabato 12 gennaio, infatti, presso la Sede della stessa Associazione, in Corso Italia 80, alle ore 17,30 verrà presentato il libro “Villa Aiola, Val di Chio” , scritto in una atipica versione a quattro mani dal Professor Giuseppe Alpini e dalla signora olandese Ida M. van Dijk, ideatrice del progetto che ha portato alla stesura del testo ed attuale comproprietaria dell’immobile. Il volume che  verrà presentato, dalla bella veste grafica e ben corredato di foto, nasce da un atto di amore verso la Val di Chio, la “Valle di Dio” del Granduca Pietro Leopoldo, un amore quasi naturale per il castiglionese Alpini e magari più misterioso per la signora olandese Van DijK , se non fosse per il fatto che ormai da diversi anni a questa parte sempre più stranieri rimangono stregati dagli angoli più nascosti ed affascinanti della penisola e della Toscana in primis. Gaggioleto in Val di Chio non sfugge a queste caratteristiche e Villa Aiola,  riportata agli antichi splendori grazie ad un’accurata opera di restauro, dominando  la manciata di case adagiate sulla collina, è divenuto il “buen retiro” per la famiglia di Ida, “un ambiente – afferma l’autrice – nel quale di fronte ad un panorama indescrivibile per la sua bellezza  mi sono potuta rilassare e prendere al contempo decisioni importanti su affari, lavoro e futuro.” A proposito dell’Italia e della Toscana in particolare, la signora van Dijk sostiene che “il cibo delizioso, il passato ancora pulsante ed il piacere della lingua cancellano la noia”. Il libro su Villa Aiola, menzionata addirittura nei datatissimi Annali Camaldolesi come “Castrum Ajole”, è il culmine delle riflessioni che Ida ha prodotto in questi luoghi e contemporaneamente un tributo agli uomini che nei secoli li hanno preservati e fatti crescere; grazie alla ricerca di Alpini il volume rimarca appunto la capacità creativa, la fede religiosa, il profondo senso di appartenenza che hanno contraddistinto da sempre la gente di Gaggioleto soffermandosi anche sul “rapporto tra i possidenti ed i coloni”, fino all’ultima famiglia di proprietari terrieri, quella dei Pallotti, che aveva risieduto nella Villa stessa. Caratteristico della pubblicazione è il corposo testo in olandese, praticamente un invito ai connazionali di Ida a venire a scoprire questi luoghi apparentemente ameni, ma ricchi di storia, arte e mete pressoché ineguagliabili in un sempre più accattivante tour enogastronomico. Un libro quindi che promuove non solo     quest’angolo di mondo ,ma – nello spirito di “Spazio Aperto” – la stessa Castiglioni visto che alla base dell’Associazione c’è l’idea di riscoprire e valorizzare tutto ciò che appartiene alla città con la sua storia, con le sue opere, col suo paesaggio, con il vissuto della sua gente.