“Supermensa: parte il confronto sulle quattro proposte sul tavolo. A fine gennaio appuntamenti a palazzo Fossombroni. Ma fin da ora ecco il mio contributo di chiarezza”

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“Dopo la befana e le calze con il carbone, tradizionale appuntamento che cade il 6 gennaio di ogni anno, è il momento di tornare a un calendario più serio, di carattere politico e amministrativo. Parlo di quello che è stato delineato fin da dicembre e che dovrà portare a una decisione definitiva sulla cosiddetta supermensa.

Quindi, siccome la sottoscritta rispetta gli impegni e la parola data, dopo la fase dell’ascolto, arriva quella del confronto. Stanno infatti per essere recapitate le lettere di convocazione ai vari gruppi di genitori che hanno presentato in questo periodo le rispettive proposte. Ci saranno dunque più appuntamenti a palazzo Fossombroni a fine gennaio

A quegli incontri ci saremo io, i funzionari degli uffici comunali e le carte progettuali valutate dai tecnici dell’amministrazione che avranno nel frattempo espresso un giudizio di fattibilità concreta sui quattro progetti in campo: il project financing per la supermensa, che è quello al quale va la mia preferenza, a dimostrazione del fatto che mi piace sempre giocare a carte scoperte senza per questo pretendere di avere la verità in tasca; la supermensa con risorse comunali senza ricorrere al project, soluzione che implicherebbe scelte repentine di redistribuzione di risorse nel bilancio e dunque il sacrificio di opere già programmate, magari proprio sull’edilizia scolastica; il potenziamento delle 12 cucine esistenti, chiamiamola la proposta della… ‘calza’; 6 cucine, una per ogni istituto comprensivo.

Tuttavia, qui serve anche un po’ chiarezza: quando si parla di unica supermensa non si fa corretta informazione. A oggi abbiamo 58 istituti scolastici serviti da 12 mense. Di queste, 3 non verranno comunque chiuse. Parlo della scuola Cesti, un nido comunale dove si consumano 55 pasti al giorno, la Modesta Rossi, con 107 pasti giornalieri per un nido e una scuola dell’infanzia e l’Orciolaia, dove i pasti sono 135 distribuiti sempre fra bambini che frequentano il nido e bambini che frequentano la materna. Si scende dunque a 9 mense per 55 istituti. Questo è il quadro attuale. Dunque, la conclusione è che la supermensa finirebbe per ridurre le cucine da 9, numero già esiguo rispetto alle scuole da servire, a una. O meglio: da 9 piccole e vecchie a una moderna ed efficiente. Non è quindi una questione di numeri ma di modernità, qualità e sicurezza alimentare”.

Lucia Tanti