Lettera aperta di Boldi al sindaco Ghinelli

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Da presidente di Arezzo Fiere mi sono adoperato, all’inizio in accordo con i soci fra i quali il sindaco Ghinelli, per risolvere la gravissima crisi finanziaria in cui versava questa società, per errori ereditati dal passato e non certo attribuibili a noi due.

L’intento era la ricerca di una soluzione condivisa che, non solo appianasse il grande debito pregresso, ma ponesse le basi per una crescita solida della fiera, del comparto orafo e dell’indotto di attività che le manifestazioni espositive sviluppano, nel quadro nazionale ed internazionale.

In questo percorso, cominciato assieme, il Comune è venuto meno ed il sindaco Ghinelli mi ha lasciato solo facendomi mancare ogni tipo di supporto nella ricerca di una soluzione.

Cosciente dell’impegno preso, e dell’importanza di questo ente per la città ho comunque perseguito una soluzione e la porterò alla deliberazione dei soci, il giorno 25 gennaio 2019.

Il contratto con IEG, che manterrà e farà crescere Arezzo Fiere, che vale oltre 10,2 milioni da oggi al 2032, è stato oggetto di attacchi pesantissimi da parte dell’ing. Ghinelli, ma in tali attacchi oltre a strumentali accuse sulla “mia” soluzione mai il sindaco ha esposto quale sia la “sua” soluzione.

Esiste una sua soluzione? Qual è?

Chi chiude i 5,9 milioni (non causati da me) di debiti della fiera?

Chi mette le risorse ulteriori per rilanciare gli eventi?

Tali risorse arriveranno in tempo per salvare l’ente da un eventuale fallimento?

Chi mette oltre mezzo milione all’anno per andare in giro per il mondo a trovare buyers e mercati per il comparto orafo? Quali altri settori intende rilanciare e con quali competenze e accordi?

Qual è la strategia per essere competitivi laddove rinascesse una fiera primaverile concorrente della nostra? E tante altre sarebbero le questioni.

Caro sindaco, abbiamo cominciato insieme a cercare una soluzione, mi hai lasciato da solo ed ho trovato questa soluzione che risponde a tutte le domande.

Qual’è la tua soluzione?

Fallo sapere, ed a stretto giro, non tanto a me ma ai soci ed agli aretini che con le loro tasse hanno pagato l’opera e che hanno pagato per quattro anni , fino al mio arrivo, anche un superdirettore ( quello che invochi nuovamente) da 260.000 euro all’anno, e che nulla ahimè ha risolto.

Visto che amministri questa città da oltre tre anni e mezzo, sono certo avrai avuto tempo, voglia e modo per elaborarla, quindi mostraci la “tua” soluzione e , posto il rispetto dei contratti in essere, sarò il primo ad esserne felice e, se vorrai, ad aiutarti a realizzarla.