“Lesbica devi morire” e giù botte

0

Perché il nostro è il Paese dove ci viene detto che l’omofobia è un’opinione legittima ed è pertanto protetta dal diritto di parola ed espressione.

“Mi picchiavano e gridavano muori lesbica di merda. Ho avuto paura. Tanta”.

Stefania è omosessuale, ma questo non è mai stato un problema. Al lavoro, con gli amici. Fino alla sera del 5 dicembre, quando è finita vittima della violenza di alcune persone che riteneva “amiche”

Sono state le due giovani che hanno denunciato su Facebook l’accaduto.

L’aggressione è avvenuta lo scorso 5 dicembre a Bolsena. Le due ragazze hanno raccontato al giornale Arezzo24 di aver trascorso la serata in compagnia di alcuni amici. A un certo punto sarebbe nata una discussione con due dei ragazzi stranieri presenti e i toni si sarebbero alzati. Così le giovani avrebbero deciso di rincasare per poi accorgersi di essere seguite dai ragazzi con cui avevano discusso poco prima.

Secondo la ricostruzione delle ragazze, una volta raggiunta l’abitazione, i giovani avrebbe sfondato la porta della loro casa per poi piacchiarle duramente.

“Cosa posso dire? – ha scritto Michela su Facebook – . Di non poter mai credere di vivere una situazione del genere… invece quel giorno è arrivato! Quando apri alla tv e senti di donne picchiate, maltrattate… ecco… Due AAAA “amici”, si sono infiltrati dentro casa, con la forza e questo è tutto quello che sono stati in grado di fare! Complimenti Una notte degli orrori! E non lo auguro a nessuno!”.

Mentre la picchiavano ha ricevuto insulti omofobi. Stefania ha un occhio gonfio e lividi in tutto il corpo. Sono i segni della violenza gratuita.

Ogni anno più di 100 persone subiscono abusi a causa del loro orientamento sessuale o identità di genere in Italia (ma nel 2016 gli episodi riscontrati furono ben 196), numeri che molto probabilmente non riflettono la realtà effettiva del problema, in quanto basati sulle denunce fatte e sugli avvenimenti segnalati che hanno raggiunto i mass media.

Tra le vittime anche donne e bambini, a scuola come in casa come al lavoro. Eppure la legge che potrebbe aiutare a combattere l’omofobia e difendere le vittime è parcheggiata in Senato da 5 anni e ci resterà probabilmente per altri 5. La legge è stata infatti approvata alla Camera il 19 settembre 2013 e trasmessa al Senato quattro giorni dopo. Da quel momento in poi, non è stata mai inserita nel calendario dell’aula e nonostante gli emendamenti proposti, non è mai stata discussa.