Arezzo. Consiglio Comunale 21 dicembre 2018: il bilancio e il piano delle opere pubbliche

1

Illustrato dall’assessore Alberto Merelli il bilancio di previsione. “La normativa di riferimento si sta evolvendo in questi giorni, a seguito della sessione di bilancio in Parlamento. E la nuova legge di stabilità sembra andare in certe direzioni: pare che ci sia lo sblocco della pressione tributaria locale. I Comuni sono stati ingessati su aliquote e addizionali dal 2016 ma con il 2019 sembra che possano aumentare di nuovo tributi, aliquote e tariffe. Nonostante questa facoltà concessa dalla normativa nazionale, il Comune di Arezzo non prevede l’incremento della pressione fiscale.

Aumenta l’accantonamento obbligatorio del fondo crediti di dubbia esigibilità. Anche su questo ambito, si sta muovendo il Parlamento consentendo agli enti locali di ridurne la consistenza se gli stessi sono il linea con i tempi di pagamento dei debiti. Ci sono due ulteriori fondi, quello per il rischio contenzioso e quello delle perdite delle società partecipate: sono obbligatori e servono a tutelare l’amministrazione dal rischio di spese legali o dalla compartecipazione alle perdite delle società partecipate. È importante approvare il bilancio entro il 31 dicembre perché così si ha la possibilità di non avere limiti di finanza pubblica, ad esempio, per acquisti di autovetture, di immobili o di pubblicità, vincoli che altrimenti ingessano l’amministrazione su singole voci di spesa. Nella bozza di manovra finanziaria c’è l’addio inoltre al cosiddetto patto di stabilità, o pareggio di bilancio. Sarebbe una svolta importante perché negli anni questa normativa ha regolamentato, in senso restrittivo, soprattutto l’indebitamento degli enti e l’utilizzo degli avanti di amministrazione.

Il bilancio 2019, per volumi complessivi, non si discosta troppo dagli anni precedenti. Abbiamo entrate correnti per 59 milioni di euro, trasferimenti per 5.600.000, entrate extra-tributarie per 15 milioni, oltre 27 milioni di entrate in conto capitale, accensione di mutui per 6 milioni e mezzo. 80 sono i milioni di spese correnti, 40 quelli per le spese in contro capitale. Nel 2020 e nel 2021, manterremo le stesse proporzioni. 23 milioni e mezzo vengono dall’Imu e 16 milioni e mezzo dalla Tari. Nel 2019 sono previsti 40 milioni di euro di investimenti. Nel 2018 siamo partiti con 18 milioni di euro di mutui e lo chiudiamo con 20 milioni. Nel 2019, il debito residuo sarà di 23 milioni, anche in virtù del fatto che le risorse previste con il bando di riqualificazione delle periferie urbane sono state sostituiti con l’accensione di mutui, nel 2020 è previsto a 25 milioni. Dunque nonostante questa forzata operazione, lasceremo meno debiti di quelli che avevamo trovato nel 2015 quando erano 38 milioni. Nel 2019, la politica di assunzioni continuerà con 29 unità a tempo indeterminato mentre saranno altre 16 nel 2020”.

Per quanto riguarda il Piano triennale delle opere pubbliche, nessuna novità rispetto a quello approvato nella scorsa seduta del 13 novembre, quando la variazione proposta dal vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini aveva apportato le modifiche resesi necessarie a seguito del cosiddetto decreto ‘Milleproroghe’ che ha traslato di due anni i tempi di erogazione dei finanziamenti del bando di riqualificazione delle periferie urbane. Con questa delibera l’orizzonte triennale è diventato il 2019/2021 ma nulla è cambiato a livello previsionale per 2019 e 2020. Ricordiamo che con il prossimo anno sono in rampa di lancio la sistemazione dell’incrocio tra raccordo e via Fiorentina, la ristrutturazione edilizia dei locali direzionali e commerciali al parcheggio Baldaccio, il lotto uno dei lavori al parco Foro Boario, l’adeguamento normativo della scuola comunale Masaccio e del palazzetto Maccagnolo, la ristrutturazione delle facciate e infissi esterni alle scuole di Pescaiola, il lotto uno dei lavori al parco Arno, l’illuminazione stradale e videosorveglianza a Saione e Pescaiola, il raddoppio del sottopasso in via Baldaccio d’Anghiari, il lotto uno della riqualificazione dei giardini di viale Michelangelo. E per il 2020 restano i marciapiedi a Saione, la rotatoria tra via dei Carabinieri, raccordo urbano e raccordo autostradale, la riqualificazione del parco Aldo Ducci, il lotto due per i giardini di viale Michelangelo, ancora interventi nei parchi Foro Boario e Arno, la ristrutturazione della ex scuola elementare di Pescaiola per la realizzazione di alloggi temporanei, l’adeguamento normativo della scuola materna Modesta Rossi, ancora illuminazione stradale a Saione e Pescaiola, la riqualificazione urbana dell’area presso il sovrappasso di viale Don Minzoni.

Un cenno particolare il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini ha voluto dedicarlo alla manutenzione, che registra due milioni di euro di risorse annue, alla prosecuzione del piano di eliminazione delle barriere architettoniche e alla nuova sede del quartiere di Porta del Foro da realizzare dove adesso c’è il parco e gli immobili di via Leone Leoni.

Francesco Romizi ha illustrato vari emendamenti sui due documenti: “intanto ribadisco che 300.000 euro vanno dirottati dalle opere al parco Pertini alla scuola Cesalpino. Ci sembra una questione di priorità: gli alunni vengono prima di un parco peraltro non in cattive condizioni. E non è possibile pensare di reperire quei 300.000 euro grazie alla vendita di immobili, chiediamo che questa previsione siano sostituita con un mutuo. Sul centro unico di cottura devo rilevare: se dovete ancora decidere di realizzarlo, scelta spostata al prossimo anno, perché mantenerlo nel piano di oggi? È un messaggio politico chiaro. Dov’è il problema di deliberare a febbraio una variazione al piano triennale? Chiedo poi 20.000 euro in più per i centri di aggregazione sociale, togliendoli alla voce corsi di aggiornamento del personale. L’inserimento di iniziative per l’integrazione per 10.000 euro. Più 10.000 euro per le mense sociali da togliere alla voce stampati e manifesti. Più 10.000 euro per il decoro urbano e più 20.000 da destinare alla lotta al disagio abitativo togliendo 30.000 euro ai trasferimenti alla Fondazione InTour che mi sembrano già ingenti. Più 20.000 euro per anziani in difficoltà, togliendone 10.000 alla voce uniformi della polizia locale e spese di gestione invio verbali e più 10.000 euro per le pari opportunità da togliere alle spese postali”.

Luciano Ralli ha rilevato che “finalmente siamo in presenza di un bilancio non condominiale. Ma si poteva fare meglio e prima. D’altronde, il 2019 è l’ultimo anno per il quale avremo un bilancio pieno,  con un orizzonte di 12 mesi. Noto che sul Documento unico di programmazione, l’assessore è rimasto in silenzio. E ne ha ben donde. Si accennava nel documento a cose come l’incubatore di impresa, nuove strutture didattiche, promuovere i finanziamenti europei, specialmente quelli derivanti dal programma Horizon 2020, strumenti innovativi per rendere semplice il rapporto cittadini-pubblica amministrazione. Dov’è tutto questo? Stesso discorso per i cantieri per le grandi infrastrutture strategiche. Rilevo poi che il giorno del bilancio sarebbe essenziale che l’opposizione fosse più consistente e non vedo i rappresentanti del Movimento 5 Stelle. Come ogni anno, comunque, il bilancio gonfia le entrate: 4 milioni e mezzo per le multe? Ma quando portiamo a casa un milione e 800.000 è un successo. E le alienazioni quanto portano annualmente? A proposito del fondo per i crediti di dubbia esigibilità, in quattro anni potevate anche incassare qualcosa, avviare un’operazione di ripulitura, altrimenti il bilancio s’ingessa. E alla fine, infatti, che cosa fate? Prendete dei mutui”.

Le ragioni della giunta sono state difese dai consiglieri comunali Roberto Bardelli, Federico Scapecchi ed Egiziano Andreani: “quando i fatti parlano, le parole servono a poco, siano anche quelle sul Dup. Basta girare per la città e ci accorge che il documento è continuamente in atto. Così come quando parliamo di mutui si possono leggere come investimenti e non come debiti”. Risalto anche al fatto che nonostante la possibilità riaperta dal governo, l’amministrazione comunale non userà la leva fiscale.

Gli emendamenti sono stati tutti respinti. Bilancio e piano triennale delle opere pubbliche sono stati approvati con 18 voti favorevoli e 4 contrari.