Store the Future

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Artists, memoirs and civil rights for Europe in third Millennium

Progetto finanziato dall’Unione Europea nell’ambito della call EACEA35/2018 “Support for cooperation projects related to the European Year of Cultural Heritage 2018” del programma Creative Europe – Culture Sub-programme.

Pieve Santo Stefano, 14 dicembre 2018

Esiste una figura professionale che sappia mettere in collegamento il patrimonio culturale conservato negli archivi (soprattutto documenti autobiografici) e gli artisti, le produzioni del mondo dello spettacolo, che cercano di dare nuova vita a queste storie? Proprio per questo nasce “Store The Future – Artisti, memoria e diritti civili per l’Europa del Terzo Millennio”. Il progetto, finanziato dall’Unione Europea, ha un duplice obiettivo. Da un lato, contribuire a formare una figura professionale che possa rispondere a tale domanda e, dall’altro, realizzare uno spettacolo teatrale proprio a partire dal materiale documentario conservato negli archivi europei.

Capofila di Store the Future è l’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, che dal 1984 custodisce e valorizza documenti autobiografici (diari, autobiografie, epistolari, ecc.), una raccolta di vite comuni, quasi 8.000, che rappresentano la memoria viva dell’Italia dall’Unità ad oggi.  All’interno delle attività di ricerca del progetto sono coinvolti anche l’Arquivo dos Diários di Lisbona (Portogallo) e l’Archivio di Stato di Pazin (Croazia). Si tratta di tre istituzioni diverse per storia, materiali conservati e modalità di ricerca, ma unite nella volontà di valorizzare e trasmettere il patrimonio posseduto ad ampie fasce di pubblico, in particolare alle future generazioni.

Tra i vari step che hanno già portato i partner del progetto ad incontrarsi in Croazia, Italia e Portogallo, c’è anche quello che ha avuto luogo a dicembre presso il Teatro Stabile di Anghiari, coordinato da Andrea Merendelli, Direttore Artistico del progetto: parliamo di una Residenza Artistica in cui ricercatori, attori, musicisti, registi e critici teatrali hanno avuto modo di conoscersi e di avviare la stesura del copione dello spettacolo che avrà come tema il ’68, temperie culturale e sociale, a partire dalla ricerca effettuata nei tre archivi.

Hanno partecipato alla residenza: Gianfranco Capitta (uno dei più influenti critici e recensori italiani, nonché autore radio-televisivo); Isabel Mões (attrice, diplomata agli Artistic Studies – Performing Arts by Faculdade de Letras – Universidade de Lisboa, nonché regista e autrice di spettacoli teatrali e progetti indipendenti); Francesca Ritrovato (attrice, dopo essersi diplomata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, è entrata a far parte del Conservatoire National Supèrieur di Parigi); Helena

Scenario e sintesi progetto:

Il patrimonio archivistico Europeo, che possiede molti ambiti ancora inesplorati, è una ricca fonte di documenti alla quale attingono i creatori di produzioni artistiche (musicali, teatrali, pittoriche e dello spettacolo più in generale). I documenti archivistici a cui si guarda con particolare interesse sono quelli autobiografici (diari, lettere, autobiografie).

Con sempre maggiore frequenza, i produttori artistici si approcciano alle suddette fonti “inedite” per dare vita a nuove produzioni. Purtroppo, sovente accade che i trattamenti dei soggetti non siano rispettosi della natura originaria e della delicatezza delle fonti. Tali errori, anche quando vengono commessi in buona fede, consegnano al pubblico, quindi ai posteri, opere con contenuti ambigui o distorti, comunque, con informazioni non corrette.

Il progetto “Store the Future” intende creare una nuova figura professionale con competenze, conoscenze e abilità specifiche che consentano di creare collegamenti coerenti tra il materiale documentario conservato negli archivi e le produzioni artistiche. La nuova figura, quindi, potrà guidare e aiutare coloro che intendono cercare nel patrimonio degli archivi, compresi quelli autobiografici, i contenuti sui quali lavorare per dare vita a nuove produzioni artistiche inedite, nel rispetto delle storie individuali e collettive inserite nei contesti storici e sociali di riferimento.

Il progetto prevede inoltre, come attività di sviluppo, il coinvolgimento di artisti provenienti dai paesi partner (Italia, Portogallo, Croazia, Francia) nella produzione e distribuzione di un’opera artistica i cui contenuti attingeranno alla narrazione e alle testimonianze di persone che – direttamente o indirettamente – hanno vissuto i movimenti di protesta e di definizione dei diritti civili che hanno attraversato l’intera Europa nella seconda metà del novecento.

Obiettivi: tramandare alle nuove generazioni e, più in generale, alle fasce di pubblico difficilmente raggiungibili, il patrimonio culturale custodito dalle organizzazioni che operano per la raccolta e conservazione dei racconti di sé e, più in generale, dagli archivi documentali, attraverso la progressiva produzione e distribuzione di nuovi prodotti artistici originali.

  1. Favorire la collaborazione tra le organizzazioni che custodiscono patrimonio culturale immateriale sotto forma di racconti di sé (diari, autobiografie, epistolari) e i settori creativi attraverso lo sviluppo di competenze specialistiche interdisciplinari e modelli operativi innovativi.
  2. Promuovere la produzione e la distribuzione di opere creative multi-linguaggio ispirate al patrimonio culturale costituito dalle narrazioni di sé di persone comuni che hanno vissuto in prima persona periodi storici e eventi significativi per la storia comune europea e per la definizione dei valori comuni. Porre al centro della narrazione individui e storie di vita reale e l’utilizzo di linguaggi artistici contemporanei permetterà di massimizzare la diffusione verso ampie fasce di pubblico del patrimonio culturale posseduto.