De Robertis a Ghinelli: “Lavorare perché Arezzo Fiere sia volano di sviluppo e non terreno di sterili polemiche”. Immediate le repliche

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“Su Arezzo Fiere chiara a tutti la posizione della Regione”

La Vicepresidente del Consiglio regionale Lucia De Robertis replica al Sindaco Ghinelli: “Il piano industriale della società non ha convinto la Regione”.

Il sindaco Ghinelli – spiega De Robertis – chiede alla Regione di esprimere la sua posizione sulla situazione di Arezzo Fiere. La dovrebbe, invece, già conoscere bene, essendo lui membro del Consiglio delle Autonomie Locali che il 10 dicembre ha espresso il suo parere sulla nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza regionale 2019. Nota che affronta la situazione della società fieristica aretina, rilevando, alla luce del Piano industriale 2018-2021, come “le scelte strategiche non convincono per l’abbandono di una importante Area strategica d’affari, ovvero il comparto fieristico orafo, e le altre scelte strategiche contenute nel documento rappresentano un tentativo per assicurare un  livello dei ricavi, che appare comunque modesto, e che a nostro giudizio non può assicurare il mantenimento dell’equilibrio economico nel medio e lungo periodo.”

Muovendo da questa analisi, il documento regionale afferma quanto segue: “Alla luce delle considerazione espresse, si rende necessario procedere ad una profonda riorganizzazione della struttura sociale anche valutando il ricorso ad operazioni straordinarie societarie previa valutazione di un piano di risanamento ai sensi dell’articolo 14 del D.Lgs 175/2016.”.

Mi pare, dunque – conclude De Roberis – che la strategie del socio Regione, maggioritario in quanto detentore del 39,88% delle quote, siano ben chiare e pubbliche. Chiare e pubbliche come la notizia che il consiglio di amministrazione abbia naturale scadenza al 30 aprile prossimo.

A Ghinelli, sindaco del comune che detiene l’11,01% delle quote societarie, si chiede solo di lavorare perché Arezzo Fiere e Congressi sia volano di sviluppo per il territorio. Non terreno di sterili polemiche politiche, prima ancora che istituzionali.

Immediata la replica del sindaco

“Rimango perplesso leggendo la dichiarazione del Vicepresidente del Consiglio Regionale Lucia De Robertis circa la questione Arezzo Fiere. Proprio perché la posizione della Regione non solo è nota, ma assolutamente in linea con quanto rilevato da questa Amministrazione, non si capisce il motivo per il quale dovremmo aspettare la scadenza del cda del prossimo 30 aprile”. Il Sindaco Alessandro Ghinelli risponde così alla nota della Vicepresidente del Consiglio Regionale Lucia De Robertis su Arezzo Fiere e Congressi. “La nota di aggiornamento al DEFR 2019, richiamata dalla stessa De Robertis e approvata dalla Giunta Regionale il 27 novembre scorso – continua Ghinelli -, è infatti chiarissima nel giudicare negativamente l’esercizio di Arezzo Fiere e Congressi, della cui società si evidenzia, cito testualmente, ‘aver conseguito perdite per 4 esercizi negli ultimi 5’ oltre al ‘permanere di situazioni di tensione finanziaria causate da pregresse situazioni debitorie e dai vari contenziosi in essere che erodono la liquidità’, nonché ‘una incapacità della società di rilanciare il business aziendale, preso atto della significativa riduzione dei ricavi registrata nel primo semestre del 2018 e delle prospettive negative evidenziate nella relazione semestrale’. E ancora si evince il mancato convincimento della Regione circa ‘le scelte strategiche incapaci di assicurare il mantenimento dell’equilibrio economico nel medio e lungo periodo’, finendo per dichiarare che ‘si rende necessario procedere ad una profonda riorganizzazione della struttura sociale. A fronte di ciò, ripeto, non capisco perché secondo il Vicepresidente del Consiglio Regionale avremmo dovuto aspettare la certificazione del quinto bilancio in perdita e peggiorare così una situazione già ampiamente compromessa. Visto comunque che la questione di Arezzo Fiere sta particolarmente a cuore al Vicepresidente De Robertis, attendiamo da lei proposte concrete per il suo rilancio, dato che la Regione è detentrice della quota di maggioranza relativa oltre a partecipare a tutte le società che possiedono gli enti fieristici in Toscana e, per quanto riguarda Arezzo Fiere, si è mossa autonomamente nelle relazioni economiche e societarie con IEG”, conclude il Sindaco Ghinelli.

A questo punto non poteva mancare l’intervento di Confcommercio

In attesa che Confindustria e le associazioni degli artigiani (che dovrebbero essere direttamente interessate alle attività dell’ente fiera) battano un colpo, registriamo la presa di posizione della associazione dei commercianti

Totale condivisione da parte della Confcommercio aretina per le dichiarazioni di Ciuoffo su Arezzo Fiere e Congressi.
“Della necessità di dotare Arezzo Fiere e Congressi di un direttore all’altezza del ruolo abbiamo fatto un richiamo ricorrente, al punto da pretendere la subordinazione a questa decisione dell’erogazione di contributi concessi dalla Camera di Commercio” scrive Confcommercio in una nota.
“Quando l’assessore Ciuoffo, nel rivendicare la indispensabile divisione dei ruoli tra politica e tecnostruttura, indica come “il presidente debba fare il presidente” e chiede “che nel prossimo mandato sia individuato il direttore” parla la nostra stessa lingua e afferma con perentorietà i principi sui quali ci siamo sgolati per anni”.
“È tempo che ciascuno si riappropri del proprio ruolo”, prosegue la nota della Confcommercio aretina, “uscendo dalla logica delle polemiche pretestuose, dei battibecchi a sfondo politico, delle rivendicazioni che non portano a nulla”.
“Arezzo Fiere e Congressi è un potenziale volano economico di sviluppo straordinario, ma per adempiere fino in fondo a questo ruolo deve essere gestito con criteri imprenditoriali e amministrato con quell’oculatezza che solo la totale sinergia tra pubblico e privato può garantire”.
Infine la Camera di Commercio

La Camera di Commercio in questi anni ha sostenuto con determinanti risorse finanziarie gli eventi fieristici organizzati nel polo espositivo aretino ad iniziare da OroArezzo, per proseguire con Gold Italy ed AgrieTour solo per citare le più conosciute.

Un impegno condiviso con tutto il sistema imprenditoriale aretino e  portato avanti con la consapevolezza dell’importanza che una struttura fieristica accessibile e moderna può rivestire per un’economia vocata al manifatturiero, all’export , all’agroalimentare di qualità e al turismo. Una realtà  in grado anche di proporsi quale vetrina privilegiata per le produzioni di eccellenza di tutta la Toscana del Sud.

A fronte della delicata situazione patrimoniale e finanziaria della società è necessario uno sforzo da parte di tutti per rilanciare le potenzialità della struttura. E proprio in questa logica abbiamo richiesto un  piano industriale di ampio respiro strategico,  finalizzato a recuperare il necessario equilibrio economico e che comprenda, se necessario, anche la vendita di porzioni immobiliari, non più strategiche per la mission di Arezzo Fiere e Congressi.

In merito alle prese di posizione assunte in queste ultime ore riteniamo necessario che venga al più presto istituito un tavolo di lavoro fra tutti i soci pubblici per verificare congiuntamente le criticità ed individuare le soluzioni e gli interventi più adeguati.

Un tavolo che consenta, tra l’altro, agli stessi soci pubblici, di confrontarsi, con la necessaria massa critica, con IEG per concordare un arricchimento del calendario espositivo aretino con nuovi eventi fieristici e  convegnistico-congressuali di cui Rimini è leader nazionale.

Anche la Camera di Commercio sostiene da tempo la necessità che la società selezioni un Direttore – di comprovata esperienza nel settore – che possa, a tempo pieno, seguire la gestione della società e impegnarsi nell’implementazione di nuovi eventi.

Siamo certi che questi interventi, assieme alla disponibilità al confronto manifestata da tutti i soci pubblici, permetteranno di raggiungere soluzioni adeguate per rilanciare il polo espositivo aretino come volano strategico per la crescita economica delle nostre imprese.