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ACLI Arezzo: SI ad una innovativa politica di smaltimento dei rifiuti, SI ai beni comuni.

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Le ACLI aretine manifestano la propria contrarietà all’ipotesi, che sembra prevalere nell’amministrazione comunale, di raddoppio dell’inceneritore di San Zeno senza, peraltro, adeguate valutazioni sull’impatto ambientale e sanitario; l’associazione di Via Guido Monaco ricorda che, già anni fa, avanzò forti perplessità su un intervento che finiva col danneggiare ulteriormente l’ambiente e la salute di una zona ben più vasta della sola, ristretta località di San Zeno.

Le ACLI richiamano al rispetto di tutti i tempi necessari necessari previsti per una appropriata ed approfondita verifica di impatto sanitario, salvaguardando al massimo la salute pubblica.

V’è soprattutto rammarico per un’altrettanto scarsa lungimiranza nel non aver mai approntato una serie, programmata ed innovativa politica di smaltimento dei rifiuti puntando, ad esempio, sul potenziamento della raccolta differenziata e a quant’altro potesse limitare, poi, le consuete soluzioni (inceneritori e/o discariche) che deturpano il territorio e minacciano la salute della gente.

Le ACLI auspicano che gli amministratori trovino, finalmente, il coraggio di intraprendere vie nuove per la risoluzione di questioni che, anche in futuro, necessitano di scelte innovative.

Ma le ACLI intendono anche sollevare l’attenzione sulla gestione del servizio idrico. Ancora oggi, ad un anno dal referendum, la volontà dei cittadini viee incredibilmente ignorata. Eppure il risultato è stato chiarissimo: il popolo sovrano si è nettamente espresso per la ripubblicizzazione del servizio idrico e pre la cancellazione del profitto in tariffa. In questi mesi l’unico fatto di rilievo è stato la proroga del vertice di Nuove Acque, un vertice peraltro sonoramente bocciato dal voto re3ferendario.

Sindaci e forze politiche, invece che lanciare proclami nell’interesse della città forse dovrebbero tutelare di più l’interesse dei cittadini che pagano bollette tra le più salate d’Italia.

E già si è aperta una “vivace” discussione sulle nomine nel CDA di Nuove Acque.

Per le ACLI di Arezzo investire sui beni comuni vuol dire, in primo luogo, ripubblicizzare il servizio idrico, eliminare il profitto dalle bollette e rifiutare accordi spartitori che non cambiano nulla in spregio alla volontà popolare.

ACLI Arezzo