Prima Pagina | Cronaca | Brillante operazione interforze: presa la banda di kosovari che ha messo a segno i colpi più clamorosi contro i nostri orafi

Brillante operazione interforze: presa la banda di kosovari che ha messo a segno i colpi più clamorosi contro i nostri orafi

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Le indagini hanno avuto una inaspettata accelerazione la notte del 28 gennaio scorso. Una notiziola passata in cronaca senza molta importanza, nascondeva in realtà la svolta.

 

Una misteriosa Audi non si ferma all’Alt dei Carabinieri: invece di rallentare si da alla fuga. I carabinieri si lanciano all’inseguimento e dopo qualche chilometro, entrano all’interno del centro abitato di Badia al Pino. La corsa del fuggitivo  finisce con uno schianto contro ad un muro di recinzione.  Dopo l’urto, il conducente si da alla fuga sparendo nei campi circostanti. Ma all’interno della vettura arrivano le sorprese. Oltre il materiale per lo scasso, ovviamente tracce biologiche, impronte digitali e tutto il materiale che ha permesso di dare alle indagini la svolta.

All’antivigilia di Pasqua, la banda è stata fermata mentre cercavano di raggiungere in aereo l'Austria, dove avrebbero dovuto mettere a segno l’ennesimo colpo.  Cinque uomini, giovani,di nazionalità kossovara,  perfettamente integrati e ricchissimi. Le loro tracce conducevano sempre in hotel extra lusso, almeno 5 stelle e auto di grossa cilindrata.

Se si esclude l’incredibile colpo alla Salp, gli altri maxi furti d'oro nell'Aretino sono ascrivibili ai cinque arrestati. Un bottino complessivo che supera i venti milioni di euro,  86 tra colpi riusciti e tentati furti a ditte orafe aretine e vicentine nel periodo che va da giugno 2010 fino a marzo 2012.

L’indagine aveva preso il via ad Arezzo il 3 giugno 2010 – dopo il furto all'azienda di Pilade Nofri – le cui casseforti erano state rinvenute nella provincia di Milano.