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Confcommercio sulla tassa di soggiorno, “bene che il Comune di Arezzo abbia deciso di non metterla”

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Il presidente dell’Associazione Albergatori Gianni Fabbrini: “ma prima di gridare allo scampato pericolo aspettiamo di vedere nero su bianco l’intenzione dell’Amministrazione”


“Bene che il Comune di Arezzo abbia deciso di non mettere la tassa di soggiorno. Ma prima di gridare allo scampato pericolo aspettiamo di vedere nero su bianco l’intenzione dell’Amministrazione”. Il presidente dell’Associazione Albergatori Gianni Fabbrini, nei consiglio direttivo della Confcommercio aretina, interviene così in merito alle indiscrezioni che trapelano da Palazzo Cavallo. Il Comune sembra infatti orientato a non introdurre la nuova imposta che ricade su quanti scelgono di soggiornare nelle strutture ricettive, costretti a sborsare da uno a cinque euro per ogni pernottamento.

“Nei numerosi confronti che insieme a Confcommercio abbiamo avuto con l’assessore Michele Colangelo abbiamo sempre ribadito l’iniquità di questa imposta, che infliggerebbe un colpo mortale alle strutture ricettive a a tutto l’indotto turistico”, prosegue Fabbrini, “Colangelo ha sempre dimostrato di comprendere il punto di vista degli imprenditori, che si trovano a fronteggiare un momento già molto critico, con tassi di occupazione che arrivano al 45% e la competizione fortissima di altre città d’arte meglio posizionate sul mercato rispetto ad Arezzo”.

“Il pericolo semmai viene da chi pensa che sia meglio un uovo oggi piuttosto di una gallina domani: se dovesse prevalere questo orientamento, e il turismo fosse usato solo per coprire le carenze del bilancio pubblico, ne sarebbe compromesso un settore economico che invece può e merita di dare molto di più al nostro territorio sia in termini di ricchezza prodotta sia nel numero di occupati. Prospettive di sviluppo” conclude il dirigente della Confcommercio “che nessuno può permettersi di rispedire al mittente”.