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Il mondo ha bisogno di energia. E l’Italia come si posiziona ?

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Mentre la regione Toscana si rimangia le autorizzazioni per l’eolico a Poggio 3 vescovi,  lo stato italiano è pronto a stabilire le modalità di incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili “diverse” da quella solare fotovoltaica (biogas, biomasse, eolico, geotermico, bioliquidi).


Sappiamo che sono in ballo 5,5 miliardi di euro, destinati agli impianti nuovi, agli impianti ibridi, a quelli previsti da progetti di riconversione del settore bieticolo-saccarifero approvati dal Comitato interministeriale.

Per accedere ai meccanismi di incentivazione si deve richiedere al Gse l’iscrizione al registro informativo la cui prima apertura e’ fissata per il momento al 30 giugno ma che, a regime, dovrebbe essere pronta entro il 31 marzo di ogni anno per il primo semestre ed entro il 30 settembre per il secondo semestre. Dalla prima stesura della bozza emergono anche i contingenti annuali in MW per il periodo 2013-2015 che si ipotizza di prendere in considerazione. Per il periodo 2013-2015 potranno essere messi all’asta 500 MW di eolico on shore per tutti e tre gli anni; 650 MW per l’off shore per il solo 2013; 35 MW per l’idroelettrico e 30 per il geotermoelettrico (solo 2013); 20 MW per tutti e tre gli anni per biomasse e bioliquidi sostenibili, 15 MW sempre per tutti e tre gli anni per biogas, gas di depurazione e gas di discarica.

In ogni procedura viene messo all’asta l’intero contingente sommato alle quote non assegnate nella procedura precedente e alle quote oggetto di rinuncia. Previsti anche premi per l’applicazione di tecnologie avanzate: per esempio 30 euro per MWh nel caso di impianti geotermici che la “reiniezione del fluido geotermico nelle stesse formazioni di provenienza” o a “emissioni nulle” o in caso di impianti a biogas in cogenerazione ad alto rendimento con recupero di azoto.

In questi anni la tendenza è stata quella considerare quasi esclusivamente la produzione di energia del sole e cioè del fotovoltaico e quella dal vento e cioè l’energia eolica. Sicuramente queste due tecnologie sono le più recenti, ma non sono le sole, anzi esistono altre tecnologie che sfruttano energia da fonte rinnovabile che proprio nel nostro Paese hanno una lunga storia e hanno trovato terra fertile per svilupparsi e fare delle eccellenze.

Le due sorelle spesso dimenticate sono l’energia idroelettrica e l’energia geotermica che si concentra in Toscana nell’area di Larderello. Rappresenta per questa regione una risorsa fondamentale dagli inizi del ‘900, in cui si sperimentò per la prima volta a livello mondiale, la generazione di energia da fonte geotermica.  Nel panorama delle rinnovabili, bisogna citare le biomasse, che utilizzando processi di combustione presenta il problema delle emissioni di CO2 in atmosfera, ma è necessario tenere presente che ad oggi molte delle tecnologie considerate all’avanguardia, senza le incentivazioni statali non sarebbero economicamente sostenibili.

Nel 2009 l’Italia ha prodotto 69.300 Gwh da fonti rinnovabili. L’Italia si trova al 4° posto insieme alla Francia con una produzione analoga. Guida questa classifica europea la Germania con 95.200 Gwh, seguono Svezia e Spagna, con rispettivamente 78.000 Gwh e 72.400. Il 2010 è stato per l’Italia il boom per la tecnologia fotovoltaica, che grazie all’incentivazione del Conto Energia ha fatto raggiungere la quota prodotta da questa energia che si pensava dovesse essere raggiunta nel 2020. Si è passati da una produzione da Fotovoltaico pari a 670 Gwh nel 2009, ad una produzione più che raddoppiata nel 2010 con 1.900 Gwh. Questo ci ha prmesso nel 2011 di raggiungere il 3° posto europeo affiancando la Spagna.

FOTOVOLTAICO (FV)

L’Italia  si trova al 4° posto mondiale per potenza installata generata da impianti FV. Guida la classifica mondiale la Germania, seguono Spagna e Giappone e in quarta posizione il nostro Paese precede gli USA. All’interno del nostro paese la regione con maggiore potenza installata è la Puglia con 680 MW, seguono Lombardia con 370 MW ed Emilia Romagna con 360 MW. In Italia erano presenti a inizio 2011 circa 160.000 impianti.

EOLICO (EO)

Gli impianti eolici in Italia a fine 2009 erano 294. In questa tecnologia sono favorite le regione insulari e peninsulari, le quali presentano le migliori condizioni per gli impianti. A livello di potenza installata questa classifica interna è guidata dalla regione Puglia con il 23,5% degli impianti presenti in Italia, segue a ruota la Sicilia con il 23,4 %, terza è la Campania con il 18%. Guardando all’Europa e alla produzione del 2009, l’Italia è 7° con 6.500 Gwh. Guida la classifica europea la Germania seguita dalla Spagna con rispettivamente 37.800 e 36.600 Gwh.

IDROELETTRICO (HY)

In Italia sono stati generati nel 2009, 49.000 Gwh. Questo dato fa si che il nostro paese, al terzo posto nella classifica europea, contribuisca insieme a Svezia (65.200 Gwh)e Francia (56.900 Gwh) al 60% della totale produzione da HY in Europa. Questa tecnologia è favorita al Nord, e nelle zone montane e  grazie alla maggior presenza di risorsa idrica. Guidano la classifica interna il Piemonte con il 22% del totale degli impianti italiani (2.249 impianti = tot.Italia), seguono il Trentino A.A con il 17% e la Lombardia con 16%. In centro Italia guidano le Marche con il 4,7% e al Sud la Calabria con l’ 1,4%.

GEOTERMICO (GE)

Con 32 impianti la Toscana è l’unica regione italiana ad avere questo tipo di impianti. Leader a livello mondiale in questa tecnologia, l’Italia si trova al primo posto per produzione da GE. Nel 2009 si sono generati  5.300 Gwh. In Europa seguono in questa classifica il Portogallo con solo 192 Gwh e la Germania con appena 19 Gwh.

BIOMASSE (BI)

In questa tecnologia l’Italia si trova al 5° posto in Europa con 7.600 Gwh di generazione nel 2009. Anche qui primeggia la Germania, paese leader nelle rinnovabili, che ha generato nello stesso anno 33.700 Gwh, seguono a distanza Svezia e UK con rispettivamente 11.000 Gwh e 10.000 Gwh. In Italia sono la Lombardia con il 23% e l’Emilia-Romagna con il 18% le capofila in questa tecnologia, anche grazie alla forte presenza di aziende agricole che generano risorsa per questa tecnologia. Terza la Campania con il 10% degli impianti sul totale.

Esportatori di tecnologia eolica

L’Italia delle energie rinnovabili conquista gli Emirati Arabi Uniti, che si traduce anche nella massiccia presenza italiana al World Future Energy Summit di Abu Dhabi, principale piattaforma internazionale del business green, al quale l’Italia partecipa quest’anno con 29 aziende. “Un vero e proprio exploit”, conferma all’Adnkronos l’ambasciatore italiano Giorgio Starace, che sta seguendo i lavori ad Abu Dhabi, e per il quale gli Emirati “puntano esclusivamente alla qualita’ della tecnologia e in questo senso sono particolarmente interessati al mercato italiano e tedesco”, aggiunge. Strano paradosso, visto che gli Emirati Arabi Uniti figurano nella top ten dei principali Paesi produttori di petrolio, esattamente all’ottavo secondo la BP Statistical Review of World Energy del 2010, con 949 milioni di barili pari al 3,3% sul totale della produzione mondiale. Ma scompaiono dalla classifica quando si parla, invece, dei venti principali consumatori al mondo.

Abu Dhabi, fa sapere all’Adnkronos l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane con sede a Dubai, ha assicurato che, entro il 2020, il 7% del suo fabbisogno di energia totale sara’ assicurato da fonti di energia rinnovabile. Tradotto in cifre, si parla di circa 1.500Mw d’energia pulita, anche grazie al progetto Masdar City, la citta’ ad emissioni zero “al cui progetto partecipa anche un’azienda italiana, presente al Summit di Dubai nel 2011 con il Gse, il Gestore servizi energetici”, sottolinea l’ambasciatore Starace. Inoltre, il 10 gennaio scorso e’ stato annunciato il lancio del progetto ”The Mohammad Bin Rashid Al Maktoum Solar Park” da 3,26 miliardi di dollari, che una volta a regime, nel 2030, sara’ in grado di generare 1.000 Mw di energia.  In tutto questo l’Italia, grazie alla forte presenza sul territorio nazionale di imprese meccaniche, che da sole servono il 60% del mercato mondiale, e’ di fatto leader nella produzione di apparecchiature elettriche, importanti per la produzione di energia eolica. Secondo le statistiche di interscambio Italia-Emirati Arabi Uniti relative al periodo 2002-2011 (elaborazioni Ice su dati Istat, con dati aggiornati a settembre 2011), le esportazioni italiane di turbine e turboalternatori segnano un aumento del +765 %.

Le esportazioni di apparecchiature elettriche crescono del 2,5%, e un aumento di rilievo (+29,1%) per il periodo gennaio – settembre 2011 e’ stato rilevato anche per le esportazioni di apparecchiature per reti di distribuzione e controllo dell’elettricita’. Dati che si inseriscono nell’ambito di un positivo interscambio Italia-Emirati Arabi Uniti che segna un + 68% nei primi 9 mesi del 2011 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. 

(dati tratti da MeteoWeb e da Adnkronos)