Aiuto non voglio abortire...
Abbiamo ricevuto una lettera accorata da una ragazza che è stata abbondanata dal compagno incinta di 7 settimane. Tornata in famiglia si è sentita porre la condizione di un aborto che non vuole. Dispone di un piccolo appartamento messole a disposizione, ma non ha un lavoro per garantire un futuro al figlio.
Sono una ragazza di 30 anni. Ho amato un uomo che mi ha messo incinta. Un uomo che aveva già un passato rapporto finito con un naufragio, un altro figlio da mantenere, un’altra ragazza lasciata sola. Tutti mi consigliano di abortire e di rifarmi una nuova vita, ma il pensiero di dover uccidere la creatura che porto in grembo, mi addolora. I miei genitori non sono credenti, ed anche io non sono cresciuta in un ambiente religioso ma ciò non toglie che il valore della vita non abbia un peso, soprattutto nei confronti della mia coscienza. Vorrei soltanto trovare un lavoro che mi permetta di dare un futuro a questo bambino, e la possibilità di farlo crescere dignitosamente. So che nessuno vorrebbe mai assumere una persona che è già di 7 settimane, mentre le pressioni per farmi abortire sono ogni giorno che passa, sempre più forti. Mi madre, a cui oggi ho telefonato, mi ha risposto che non se la sente di parlarmi, che sono una sciocca che si è fatta abbindolare dall’immaturo di turno, e che loro non se la sentono di accollarsi questo peso. Mio padre ha minacciato di diseredarmi. Se qualcuno ha qualche idea per aiutarmi, la tiri fuori adesso. Grazie



La vita è tua e il piccolo che cresce dentro di te anche, ti troverai un lavoro e ti prenderai cura del piccolino o piccolina, ti disereda e che ci fa vai avanti per la tua strada.
Da buon paraculo, voglio però dirti una cosa che non farà alcuna differenza al tuo conto in banca, ovvero che la ricchezza più grande è nella scelta che intendi fare, quella appunto di crescere quella vita. Senza lavoro, con difficoltà familiari e con un figlio in arrivo, lo immagino (o forse no), ci si sente "poverissimi"; perdere anche quella vita, tuttavia, ti farebbe sentire ancor più povera. Anzi: irrimedibilmente povera, perchè priva di qualcosa che nessuno potrebbe restituirti. Nessuna madre, infatti, ha mai rimpianto la nascita di un figlio e, sono pronto a scommetterci, non sarai certo tu la prima; molte donne, invece, hanno drammaticamente rimpianto la scelta di un aborto, compiuto nell'illusione di esercitare un diritto e scelta poi divenuta irremovibile macigno che lacera loro, ogni giorno, nell'assoluta indifferenza del mondo, la coscienza. Insomma: anche se per un po' restereai senza lavoro, quel bambino avrà un futuro, difficile, certo, ma un futuro, perchè è ben altro il modo per negarglielo davvero. Avanti, dunque, con quanta più serenità puoi e con quel coraggio di madre che non pare proprio mancarti.
Ora, però, qualche idea per aiutarti vorrei comunque sforzarmi di trovarla, anche assieme ad alcuni amici. Quello che ti chiedo, semmai, è di fornire qualche indicazione sulla tua formazione e sulle tue precedenti esperienze lavorative, se vi sono. Che vorresti fare? Che sai fare? Che hai fatto? E che lingue parli? Dove abiti? Guidi? Dai, facci sapere!