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Gianfranco Fini: riflessioni sul tema

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Futuro e Libertà sta navigando col vento in poppa: difficile è capire quanto la destra moderna e laica sognata da Fini & C., sia la stessa destra di chi vi ha aderito in questi giorni o non sia invece solo il desiderio di cavalcare le verdi praterie di un nuovo partito, con spazi nuovi ma anche con nuovi centri di potere nascente

Se c’è una cosa che mi ha affascinato nella persona del nuovo Fini, è stata la volontà di rompere le ipocrisie che fino ad oggi hanno incartato la destra italiana. Mi piacerebbe poter fare una analisi antropologica degli uomini che credono di essere maggiormente rappresentativi dei valori della destra (in Italia ma non solo), per cercare di capire quali sono i meccanismi che spostano il consenso a favore di questa o quella parte politica. Comprendo che non è facile, ne io mi considero all’altezza di tale analisi, eppur nel mio piccolo mondo di scribacchino di provincia, voglio provarci. Lo spunto per la mia riflessione è partito dalla lettura dei commenti di oggi sul più importante social network della rete: Facebook. 

Dopo la pubblicazione, in questo stesso sito, della foto degli aretini presenti a Mirabello, foto che i ragazzi di Arezzo si son fatti scattare accanto ad un gruppo di ragazze gayi commenti non si sono fatti attendere. Non credo sia necessario darne conto: sono facilmente intuibili. Si sono invocati i sacri valori della destra machista, ortodossa e celodurista, in linea col pensiero di quella destra novecentesca che aveva fatto della virilità un ideale di vita e un plusvalore riproduttivo. Sorvolando sulla consistenza di questi miti applicati alle realtà della vita (basta vedere cosa succedeva all’interno delle organizzazioni maschili hitleriane), ciò che continua a colpirmi è il patologico e disperato meccanismo mentale di chi continua a nascondere la polvere sotto il tappeto, per poter affermare che il pavimento è pulito. Un po' stile Armadinejad, quando afferma che in Iran i gay non esistono (e quelli che c'erano dice lui, sono stati impiccati), ma anche un po’come la Chiesa, che ha cercato in ogni modo di occultare i vizi dei suoi ministri per poter mostrare sempre e comunque un volto lucente, all’insegna del “fate ciò che dico, ma non ciò che faccio”. Senza voler fare paragoni, che sarebbero assurdi e paradossali, è giusto però ricordare che nella predicazione evangelica la categoria più bistrattata, è stata senza dubbio proprio quella degli ipocriti, verso la quale paragoni pesantissimi non sono mancati, fino al più celebre sepolcro imbiancato, bello di fuori e putrido dentro.

bondi_prega_270808187.jpgMi sia perdonato l’ardire, ma ogni qualvolta vedo le foto dei nostri rappresentanti politici, in devote posizioni e ascetiche posture, non so perché ma il paragone al putrido contenuto del sepolcro continua a tenermi il pensiero. Mi perdonino i puri di cuore se mi sembra di vedere soltanto molti atei praticanti che, come Enrico di Navarra, dopo aver massacrato i suoi stessi compagni di fede, sembrano bisbigliare a denti stretti: “Parigi val bene una messa”.  

gelmini_prega_313858260.jpgEcco perché le parole di Gianfranco Fini, mi son sembrate le parole di chi chiede solo di poter aprire la finestra e cambiare aria. Sarà un ipocrita anche lui? Può darsi, non possiamo leggere nel suo cuore, certamente non è l’ipocrisia di chi vuol apparire bigotto e ortodosso in facciata, e putrido nel cuore. Ecco perché ho apprezzato la freschezza di quei ragazzi a Mirabello, che non hanno avuto alcun problema a farsi scattare quella foto. Non sono fuggiti inorriditi, coprendosi il volto alla vista delle rappresentanti del peccato, ma son rimasti li, perché quella era la cosa più giusta, genuina, naturale, umana, liberale e civile che potevano e dovevano fare: fare festa insieme.

Capisco che è difficile doverlo riconoscere, ma la maggioranza del popolo italiano la pensa esattamente come loro. E già che parliamo di maggioranza e di popolo, concetto che ultimamente ci è stato propinato in qualunque tipo di salsa, dalla salsa cavaliera alla salsa bracala, (famosa salsa bicolore da mangiapreti a mangiaostie) sempre unito a quello di sovranità popolare, il passaggio che più di ogni altro mi ha affascinato, nel discorso di Fini, è stato quello in cui ha preso atto che il popolo italiano silvio_prega_216429322.jpgla pensa diversamente dai parlamentari che lo rappresentano, in quasi tutti i temi etici: testamento biologico, fecondazione assistita, coppie di fatto, ma anche aborto, libertà di coscienza e laicità dello stato. Ed in effetti se così non fosse, qualunque altro governo avrebbe fatto ricorso ad una consultazione popolare, per tacitare e mettere alla corda quelle cornacchie laiciste che rompono tanto e mettono il principe in così cattiva luce di fronte al potere ecclesiastico. Ma fino ad ora i nostri politici, tanto dell’una quanto dell’altra sponda dell'emiciclo, si sono ben guardati dal chiedere al popolo “sovrano” cosa ne pensasse. Perché il popolo è sovrano quando deve perpetuare la casta, ma è sempre bue quando rischia di decidere in maniera scomoda e pericolosa alla medesima. In Italia prima vengono gli interessi del principe, quindi quelli del partito, poi quello del campanile e se per disgrazia combaciano, anche quelli della nazione. E per non rischiare di cambiare l’ordine delle categorie, meglio non dargliela la parola al popolo sovrano, non sia mai che la eserciti sul serio la sovranità.

Non so se e quanto le parole di Fini fossero sincere, certo era la prima volta che qualcuno apertamente si poneva l’interrogativo di cosa pensasse di questi temi la gente comune, l’opinione pubblica, la vulgata ovvero proprio quel popolo a cui la nostra costituzione affida la binetti_prega_918391173.jpgsovranità della nazione (ritornello che ci hanno tanto ripetuto ovvero fino a che ha fatto comodo nascondercisi dietro). Fino ad ora ho sempre sentito solo porre il problema di cosa ne pensasse Pierferdinando (lo scomunicato), Pierluigi, Uolter o Tonino,  ma stando bene attenti a non irritare troppo la piissima Binetti, o l’urlante Giovanardi (che è sempre pronto a dare dell’assassino ad un padre disperato), o l'asceta Bondi (scomunicato pure lui ma in raccoglimento estatico), o il celodurista di Bergamo, che ama tanto il crocifisso (ma solo nella misura in cui riesce a darlo in testa all’immigrato). Avete mai pensato che molte tra le più alte cariche dello stato sono tutte scomunicate? Ed è anche scomunicato “latae sententiae” il capo del più importante partito cattolico del paese, a cui ha aderito pure la piissima, la psichiatra dell'Opus Dei (ricordiamoci questo particolare il giorno in cui cercheranno di imbastire un processo per plagio ai vertici di questa organizzazione). Sarà un caso, ma le persone intellettualmente più oneste, come la ex "pasionaria" Rosy Bindi, sono anche quelle che si sono poste il problema di come far convivere la propria fede con la laicità dello stato. Evitando di usarla (la fede) come una clava per manganellare chi osa pensarla diversamente.

Nessuno fino ad ora si era chiesto cosa pensassero gli italiani di certi temi, anche se stranamente tutti sappiamo benissimo come la pensino: il papa, il card Bertone, la Binetti e la conferenza episcopale. Perché questo è il popolo sovrano per i nostri leaders: una massa di pecore belanti, da governare con l’aiuto del bastone pastorale.  

I giornali di oggi, ci hanno raccontato di tutto e di più sul discorso di Mirabello. Io ciò che desideravo sentire finalmente ieri l’ho sentito.

Speriamo che valga anche domani….

 

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Esme 08/09/2010 06:01:23
Bellissimo e saggio articolo. Mi son cadute le braccia quando ho visto i commenti alla foto aretina col Gay Lib, non potevo credere che si avesse ancora il coraggio di mostrare così apertamente il proprio bigottismo senza la minima vergogna, e tra l'altro mi son chiesta cosa diamine c'entrassero gli apprezzamenti estetici (un'ammiratrice delusa del soggetto in questione, suppongo). Ma a parte questo, mi chiedo: cosa è il popolo italiano di cui si parla? "Siam pronti alla morte, Italia chiamò" (cantato millemila volte a Mirabello). Beh, io no, non son pronta proprio a niente soprattutto perché non ho capito quale sia l'identità di questo popolo di cui faccio parte, e se si tratta di deridere chi è "diverso" e sbandierare falsi moralismi, bah, povero Fini, ha un bel daffare.
Comunque, hai detto tutto molto meglio tu, autore dell'articolo.
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Jiulius 08/09/2010 08:41:07
Non c'e' dubbio che quando, sui temi etici, Fini parla come parlerebbe della Vedova sia apprezzato dai radicali, ora pero' i due punti sono: 1) nella vita del paese sono argomenti prioritari? 2) Fini nel corso della sua carriera politica ha sostenuto tutto ed il contrario di tutto, disse che un maestro omosessuale non poteva insegnare, la legge sull'immigrazione si chiama Bossi/Fini, quella sulla droga si chiama Fini/Giovannardi, ha fatto il saluto fascista fino all'altro ieri poi ha dichiarato che il fascismo e' il male assoluto, per cui e' credibile che cio' che afferma oggi sia frutto di una folgorazoine sulla via di Damasco considerando anche che avrebbe potuto fare molto per cio' che dice impegnandosi direttamente nel partito invece di delegarlo a La Russa e Matteoli o meglio ancora andando ad un ministero importante anziche' autoescludersi sciegliendo la Presidenza della Camera? Detto cio' ritengo che quelli di Fini siano solo interessi personali e di carriera, conditi dal pentimento per aver sciolto A.N.
Rileggendo i commenti sugli Aretini a Mirabello, ne ho trovato uno solo e breve che dice, penso in modo ironico, bella la foto, quindi tutto sto' scandao sui commenti?
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Paolo 08/09/2010 11:15:48
Hai ragione, non nascondiamoci dietro ad un dito, sui temi etici Fini è molto vicino ai radicali. Credo però che oggi ci sia una bella fetta del paese vicino a quelle posizioni che solo 30 anni fa erano sbeffeggiate un po’ da tutti.
In merito alla priorità, da un certo punto di vista concordo: il pane (in senso figurato) è essenziale. A pancia vuota è difficile parlare di etica. Ma non è nemmeno giusto limitare la politica ad una questione economica. Ma la verità è esattamente questa: i soldi sono il motore delle scelte che orientano l’elettorato, e Berlusconi più che alla pancia, ha saputo parlare al portafoglio degli italiani. (Meno tasse, meno obblighi, più libertà d’impresa, più lavori pubblici, ecc ecc) Infatti non dimentico come ha fatto Bersani, che in Italia ci sono più partite Iva che operai.
Onestamente anche io faccio fatica a dimenticare Fini mentre fa il saluto romano o mentre si azzuffa al congresso del MSI con i seguaci di Rauti. Ma ti confesso che il cambiamento che ho visto nell’uomo in questi ultimi 10 anni (si proprio dopo il matrimonio con la Tulliani) secondo me è sincero. Come disse Einstein, solo gli imbecilli non cambiano idea. Forse la voglia di dargli fiducia, nonostante i bei ragionamenti che possono far pensare il contrario, è la voglia di mettere alla prova l’uomo, sperando che riesca dove altri hanno fallito. Quando Berlusconi vinse la prima volta le elezioni, anch’io esultai, perché pensavo che fosse arrivato qualcosa di veramente nuovo. Dopo 16 anni, onestamente non ne posso più… In merito ai commenti, non mi riferivo a quelli sotto all’articolo, ma a quelli che sono molto più maliziosamente circolati su Facebook
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Jiulius 09/09/2010 08:01:21
Sig. Paolo: la ringrazio della sua gentile risposta, e' davvero un piacere discorrere con Lei, per cui mi perdoni, ma desidero fare una pecisazione sulla proprita' delle affermazioni dell'on. Fini, lei giustamente afferma, con ragione e buonsenso, che in politica non si puo' parlare solo di economia, ed e' giusto parlare di etica, ma i momenti etici di Fini li trovo solo quale unica risultante della sua proposta politica, percio' motivo in piu' per non essere credibile e legittimamente pensare che non abbia trovato altro da dire e di originale se non le proposte di voi radicali. Mi perdoni ma la delusione datami da Fini, per voi non sara' niente ma l'affare di Montecarlo per me e' piu' grave della fondazione del suo nuovo partito, e' tanta e fa il paio o il tris o il poker o il full o addirittua la scala quaranta, con quelle datemi dai politci di destra della nostra citta'.
Per i commenti su Facebook: essendomi cancellato da tempo non li avevo visti.
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Paolo 10/09/2010 05:21:05
Caro Julius (permettimi il tu) Sarà perché sono garantista “ante litteram” ma prima di buttare la croce addosso a qualcuno, ci penso 10 volte. Difficile dimenticare il caso “Boffo” tanto per parlare male di Feltri, ma è difficile dimenticare anche eventi molto più drammatici sullo stile di Enzo Tortora, tanto per non fare nomi. Il giudizio su questa vicenda lo considero sospeso, fino a che la magistratura non ci avrà raccontato come stanno le cose. In altra sede ho fornito almeno due spiegazioni possibili. Dunque come lo stesso Fini ha più volte ribadito, aspetto di sapere l’esito dell’inchiesta del pubblico ministero prima di condannare. Permettimi una riflessione: abbiamo perdonato cose 100 volte più gravi a Silvio, giustificandolo forse perché è un imprenditore. E non mi riferisco alle storielle che ci raccontava Repubblica (quelle andavano bene per Novella2000), mi riferisco alla corruzione in atti giudiziari. Ma anche in questo caso (sarò un fesso), fino a prova contraria, per me Silvio è innocente. Il giudizio legale naturalmente è cosa ben diversa dal giudizio politico.
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Jiulius 10/09/2010 14:52:07
Paolo,nessuno butta croci addosso a qualcuno pero' un per volta la croce tocca a tutti ed il disappunto, parola cara a Fini, ed il garantismo lo provate a seconda della parte politica che fa comodo al momento ed e' un' altra delle cose tipiche della sinistra che mi fanno veramente rabbrividire, non a caso citi Tortora appartente alle tue fila e non altri, non a caso parli di Boffo, vero, fatto sbagliato, pero' le sue dimissioni sono state accettate di corsa... segno che qualche cosa che non andava forse c'era e non altre millemila calunnie che ammorbano da sempre il vivere quitidiano. Dunque ora che ti ho dato del partigiano, in senso ironico ed e' meglio scriverlo, ti spiego perche' pr me l'affare della casa di Fini e' grave, come avrai ben capito sono irrimediabilmente di destra e cio' da quando ero ragazzo pagando a scuola e sul lavoro quello che c'era da pagare a non essere conforme a DC, PSI e PCI o meglio all'arcobaleno costituzionale; per cui ricordo cos'era la militanza a destra, ricordo che la destra era una piccole comunita', certo c'erano i violenti, i picchiatori, ma dimmi tu dove non erano......e ricordo le persone giovani e vecchie che facevano la fila per donare le mille lire, le 500 lire per il partito e tutto case e sedi serviva per la politica, ora secondo cio' che conosco delle soc, Off Shore e di quelle di S; Lucia in particolare, le stesse vengono utilizzate per vendere i beni immobili a se stessi, per cui ritengo che l'abbia comprata a saldo e sottratta al partito, cosa che ritengo vergognosa, lasciando perdere gli appalti RAI ed altro e la magistratura non risolvera' un bel niente, mancando trattati e quant'altro, inoltre il proprietario della societa' e chi ha materialmente in mano l'azione per cui se l'affare l'hai fatto tu e dai materialmente l'azione a me, anche mentre ci prendiamo un aperitivo, ed io me la metto in tasca, l'affarista sono io per cui mai verremo a capo di niente, ma a me, in questo caso, secondo i miei principi,basta il sospetto, Paolo ti direi ancora altre cose, ma temo interessino poco e rubo troppo spazio, per cui ti saluto, alla prossima.
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